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05.02.2020

X100V "My Approach" - Marco Campelli

Avete presente quando un oggetto diventa parte integrante della vostra vita? Chiavi, cellulare, portafogli…quella sensazione di aver dimenticato qualcosa di essenziale quando uscite di casa?

Ecco, Fujifilm X100V è esattamente questo.

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Quando da Fujifilm mi hanno chiesto di realizzare un progetto per il lancio del nuovo modello ne sono stato subito entusiasta, semplicemente perché è parte della mia quotidianità, è la macchina che ho sempre con me e la conosco bene.

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Ho scelto di andare a Barcellona, città che amo particolarmente e dove ho moltissimi amici in grado di aiutarmi in tutte le fasi per la realizzazione dello shooting.
Ho voluto lavorare su un progetto poliedrico e variegato per dimostrare che con una compatta ad ottica fissa si possono realizzare il 90% delle immagini dall’action al ritratto in studio, passando per la street photography ed il ritratto ambientato.

E cosi si parte! Approdando in città proprio nel suo fermento prenatalizio, un pullulare di gente dentro e fuori i negozi illuminati, tra i vicoli del Barrio Gotico. Fujifilm X100V, con il suo design retrò, è discreta e non spaventa. Sembro un classico turista a caccia di ricordi e la gente si fida, non è infastidita dalla presenza di un fotografo, pensa solo ad un curioso e zelante visitatore.

Il nuovo monitor orientabile mi aiuta moltissimo durante le sessioni di street, facile da utilizzare e visibile da diverse angolature, mi permette delle prospettive e inquadrature diverse, scattate in modo naturale.

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Arriva poi un nuovo modello di Husqvarna che necessita di qualche immagine a testimonianza del look totalmente rinnovato della Vitpilen 701, ed è qui che sono totalmente stupito, non tanto dalle fotografie statiche, dove immaginavo che X100V mi avrebbe dato una resa impeccabile su dettagli e nitidezza, quanto sulle foto in action, scattate nel pieno controluce delle 7 del mattino, dove il rinnovato sistema autofocus non ha sbagliato un colpo anche scattando a tempi piuttosto lenti, con un flair enorme diritto in macchina. La resa è stata fenomenale.

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Passo quindi da un amico, un artigiano del cuoio, ed all’interno del suo atelier improvvisiamo una sessione di ritratto ambientato, monto il mio fido Profoto B10 con un beauty dish e inizio a scattare. Anche qui la sorpresa è enorme, le foto sembrano dipinte, la luce pittorica mi regala una sensazione di tempi andati e figuratevi che sto lavorando sul file jpg con la simulazione pellicola Classic Chrome, perché al momento non avevamo ancora il software per aprire il file Raw.

Leggerissima e compatta la X100V mi permette di muovermi rapidamente con pesi praticamente nulli rispetto a quelli a cui sono abituato.

Infine per testare la resa in un ambiente super controllato, passo in studio.
L’otturatore centrale mi permette il sync a qualsiasi tempo di posa e il filtro ND incorporato mi lascia lavorare anche a diaframmi molto aperti.
Un’amica, designer di moda, si rende disponibile ad essere ritratta con alcune delle sue creazioni. Lei senegalese, dalla pelle scura e brillante, su un perfetto fondo bianco crea un piacevole contrasto nelle mie immagini, cariche di una splendida anima soul.

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Di fronte al monitor poi, riesco ad apprezzare ancor meglio la resa dei files, che necessitano solo di piccoli aggiustamenti di luci ed ombre ed il ritocco di piccole imperfezioni della pelle, tanto dettagliata.

Alla fine quello che mi rimane, dopo un viaggio ed un lavoro del genere, è che a volte ci carichiamo di una quantità infinita di ottiche, fotocamere ultra pesanti e altri ammennicoli (per sembrare più professionali o semplicemente per paura di non poter affrontare le diverse situazioni e imprevisti) quando, con una fotocamera fidata e performante e delle buone idee in testa, si vince sempre.

MARCO CAMPELLI

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