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30.05.2019

Matteo Bastianelli: Yemen svelato

Un viaggio sospeso nel tempo in Yemen, un teatro di guerra diviso tra bellezza e distruzione, suggestione e desolazione. L’Arabia Felix è ormai un lontano ricordo, oggi in Yemen c’è soprattutto morte e sofferenza. Il conflitto ha causato la morte di 17000 persone; 3 milioni hanno perso casa e sono sfollati. Centinaia di scuole sono state distrutte, al momento 2 milioni di bambini in età scolare non ricevono alcuna istruzione. In un Paese di 29 milioni di abitanti, 22 milioni necessitano di assistenza umanitaria. Secondo lo Yemen Data Project, un’iniziativa indipendente nata per raccogliere e diffondere i dati sulla guerra in Yemen, su 16.749 attacchi aerei e azioni militari svolte fino al marzo del 2018, per circa un terzo il bersaglio è sconosciuto e per un terzo gli attacchi hanno raggiunto obiettivi non militari, provocando vittime civili. I danni collaterali di un conflitto che non fa sconti, sotto nessun punto di vista. Neanche le bestie, scarne e macilente come gli uomini, ne possono più delle esplosioni. Gli ospedali pubblici non funzionano più. Solo grazie al supporto delle ONG si riesce a garantire l’accesso gratuito alle medicine e gli interventi di emergenza tra pronto soccorso e sale operatorie. In “Yemen svelato” ho tentato di documentare i segni di questo malessere impressi nel paesaggio tra Sana’a, Ad Dhale, Taiz e Damt. Luoghi e persone che sopportano le conseguenze di una pazzia che sta portando questa bella nazione sull’orlo del baratro.

Matteo Bastianelli

Due uomini cercano cose da rivendere tra le macerie di una scuola distrutta da un bombardamento della coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Centinaia di scuole come questa di Ad Dhale sono state distrutte da bombardamenti aerei. Al momento, due milioni di bambini in età scolare non ricevono alcuna istruzione. Ad Dhale, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Una macchina distrutta nelle vicinanze di un villaggio danneggiato dagli scontri armati, situato tra Sana’a e Damar, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Uomini e bambini aspettano in fila per riempire delle bombole di gas, mentre alcune mucche sono alla ricerca di cibo nei bidoni della spazzatura. L’accesso ai beni di prima necessità è diventato molto più difficile dal 2015, con l’escalation del conflitto. Il potere d’acquisto è bassissimo in tutto lo Yemen a causa dell’embargo, della mancanza di posti di lavoro e di entrate, in contrasto con l’andamento dei prezzi che sono aumentati in media del 300% per i generi alimentari e del 700-800% per gas e carburante. Ad Dhale, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Un ragazzo cammina scalzo tra le macerie alla periferia di Damt, nel Governatorato di Dhale. Damt, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Una veduta dei negozi chiusi in una strada della città durante la preghiera del venerdì. Ad Dhale, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Infermieri e ufficiali d’igiene all’interno di una tenda allestita nel centro per la difterite, fuori dall’ospedale Al-Nasser. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono stati segnalati centinaia di casi sospetti in Yemen, dove la malattia è riemersa dal momento che il sistema sanitario del paese è stato indebolito dalla guerra in corso e da un embargo sui beni essenziali. Ad Dhale, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Un bambino gioca a nascondino nell’area di attesa dell’ospedale “Mother and child” gestito da MSF, l’unica struttura sanitaria gratuita per 6 milioni di persone che vivono nel governatorato di Taiz. Dei 31 ospedali privati nella zona circostante, 15 sono chiusi e solo 5 sono parzialmente funzionanti. Nessun ospedale pubblico nella zona è completamente funzionante al momento e le poche strutture sanitarie private ancora in funzione sono inaccessibili a molti. Taiz Hoban, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Una veduta della città da una finestra, sullo sfondo il monumento Kalashnikov, eretto in onore del comandante della resistenza che riuscì a respingere i ribelli Houthi. Ad Dhale, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

Alcuni uomini seduti su un muro, sullo sfondo una moschea non danneggiata dai combattimenti. La vita continua nonostante la guerra che sta devastando il paese da quasi 4 anni. Ad Dhale, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

I resti di una scuola distrutta da un bombardamento aereo della coalizione guidata dai sauditi. Nel periodo tra marzo e aprile 2015, in seguito all’escalation del conflitto tra il movimento sciita degli Houthi (anche noto come Ansar Allah) fiancheggiato dai suoi alleati, e la coalizione anti-Houthi del presidente Hadi, si sono verificati bombardamenti e scontri armati su larga scala nel governatorato di Ad Dhale, tra le aree più colpite del paese. Ad Dhale, Yemen 2018. ©Matteo Bastianelli

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