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10.05.2019

Valentina Tamborra: MI TULAR ai confini del mondo

Marzo 2019

“la desolazione di infinite distese di ghiaccio, il buio, i silenzi, la solitudine. Per chi vive tutta la vita dietro le sbarre protettive della società, il solo pensiero di vivere in Artide fa accapponare la pelle. Ma per chi il deserto ce l’ha nel sangue, l’isolamento è se mai sinonimo di una straordinaria libertà”

( Jørn Riel – Safari Artico)

“Mi Tular” in antico etrusco significa “Io sono il confine”. Ed è qui, su questo lembo di terra ghiacciata incastonato nel mar glaciale artico, che orsi polari e uomini si contendono un confine invisibile.

Le isole Svalbard sono il luogo più a nord stabilmente abitato del mondo. Conosciute per la natura incontaminata, per i ghiacci e gli orsi polari, da sempre meta di fotografati paesaggisti e naturalisti, hanno in realtà una storia davvero particolare.

Circa 2.200 abitanti e 3.500 orsi polari, soggette a Trattato autonomo che stabilisce che chiunque possa vivere qui senza bisogno di un visto, le isole Svalbard sono un vero e proprio avamposto umano ai confini del Polo Nord.

43 nazionalità, una comunità di minatori e scienziati, allevatori di cani da slitta, filosofi che per sbarcare il lunario fanno gli idraulici e insegnanti di scuola elementare che fanno lezione all’aperto e insegnano tecniche di sopravvivenza ai bambini. Dove la natura domina, l’uomo deve trovare un nuovo equilibrio per sopravvivere.

Ho deciso di indagare chi sono davvero gli abitanti delle Svalbard e ho compiuto sino ad ora due viaggi: uno durante l’estate artica, con 24 h di luce (sogno di ogni fotografo) e uno proprio poche settimane fa, quando alla luce si alternano improvvise tempeste e momenti di “totally white-out” ovvero momenti dove ci si perde nel bianco del cielo e della neve e scompare ogni visibilità.

Ho lavorato con Fujifilm X-T1 , X-T2 e X-T3. L’ultimo viaggio in particolare, quello di cui vado a mostrarvi le foto, con X-T3.

Le lenti prevalentemente usate sono state XF16-55mm f.2.8, XF100-400mm e XF56mm f.1.2
Dal ghiaccio alla miniera, 200 metri sotto la montagna, X-T3 non mi ha mai tradito: autofocus velocissimo e ottima resa a alti iso.

La mostra “Mi Tular – Io sono il confine” di Valentina Tamborra sarà in mostra dal 05/04/2019 al 07/06/2019 presso Galleria Après-coup Arte Via Privata Della Braida 5 Milano.

Mar Glaciale Artico ©Valentina Tamborra
Si gira armati oltre il confine sicuro delimitato da un cartello a circa 200 metri dalla fine del paese, Longyearbyen. Oltre il segnale infatti, è terra di orsi polari. ©Valentina Tamborra
Notte di tempesta. ©Valentina Tamborra
Pong, thailandese. E’ arrivato nell’artico 8 anni fa, durante le lunghe notti senza luce. ©Valentina Tamborra
Astrid, da Stoccolma all’artico per diventare guida con i cani da slitta. Per via dei suoi capelli rossi viene chiamata “la fiamma”. ©Valentina Tamborra
Ronnie, pompiere. A causa del cambiamento climatico oggi i pompieri si trovano a dover far fronte al rischio valanghe. ©Valentina Tamborra
Arctic world Archive: un’azienda norvegese, la PIQL, ha creato un supporto analogico fatto per durare sino a 1.000 anni. Qui, verrà riversata idealmente “tutta la memoria del. Mondo”. ©Valentina Tamborra
Barentsburg: città russa alle Svalbard: gestita amministrativamente dalla Norvegia, qui quasi nessuno parla inglese e men che meno norvegese. CI vivono circa 500 persone, minatori e le loro famiglie. ©Valentina Tamborra
Un elicottero sorvola le montagne: c’è un. Orso molto vicino alla città. ©Valentina Tamborra
Una guida e il suo cane. ©Valentina Tamborra
Minatori al lavoro nella miniera numero 7. ©Valentina Tamborra
Si procede carponi nei punti più stretti della miniera. ©Valentina Tamborra
Tommy, minatore originario di Oslo. ©Valentina Tamborra

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