14.01.2022 Elena Givone

Elena Givone: Profumo di Vita

Elena Givone

Elena Givone, classe 1979, vive tra l’Italia e Sri Lanka, dove  sta realizzando il suo sogno di aprire una scuola di fotografia. Nel 2006 si diploma allo IED di Torino e subito vince il premio “Attenzione nuovo talento fotografico FNAC” con il progetto Pazi-Mine Sarajevo 2006, in cui ritrae i  ragazzi nati alla fine della guerra della ex Jugoslavia.  Nel 2008 vola in Brasile dove, nella favelas di Florianopolis, inizia il progetto Flyng Away   che  porterà avanti anche in due carceri minorili di Salvador de Bahia: servendosi di un “magico” tappeto giallo, chiede ai bambini di chiudere gli occhi e volare con le ali della fantasia in un luogo felice. Da allora, spesso grazie al sostegno di varie organizzazioni no-profit, ha realizzato numerosi progetti fotografici in varie parti del mondo. I suoi lavori sono stati esposti in  musei prestigiosi (come il Fotomuseum di Winterthur in Svizzera) e fanno parte di collezioni di alto livello,  come quella di Donata Pizzi esposta in Triennale nella mostra L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2015", a cura di Raffaella Perna, Milano, 2016. Collabora con riviste nazionali ed internazionali. E’ rappresentata dall’Agenzia Contrasto e ha di recente pubblicato il libro Dreams from my Magic Lamp (vincitore del photobook 2015 emuse) dove raccoglie più di cento sogni presso la scuola di fotografia one world foundation, a Ahungalla, nell’isola di Sri Lanka.

 

Il progetto artistico-sociale “Profumo di Vita” nasce nel 2017 dalla collaborazione tra l’Associazione [email protected], costituita da membri della Polizia di Stato, e la fotografa torinese, Fujifilm X-Photographer, Elena Givone, per creare un momento di riflessione e approfondimento sul fenomeno sommerso della “violenza assistita” dai minori, al fine di conoscerne le conseguenze nei bambini, spesso spettatori obbligati di manifestazioni di violenza, sia fisica sia psicologica, tra adulti.

Nel mese di ottobre 2021, ventiquattro madri sono state fotografate in un luogo permeato di magia e fascino secolare, che racconta la storia: la reggia di Venaria Reale, residenza sabauda, patrimonio dell’UNESCO. Avvolte dalla bellezza, hanno posato per donare immagini di cura e protezione: abitando la bellezza, comunicando con essa, in un’osmosi di serenità, per contrastare la violenza assistita da minori e la violenza di genere. Donne, future mamme e madri con i loro bambini, uniscono gli sguardi, i sentimenti, i propri sogni, per la quinta edizione del progetto Profumo di Vita #neldirritodelbambino. 

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“Come ogni anno, per la realizzazione di questo progetto, ho scelto di lavorare con Fujifilm GFX, sistema Large Format che mi permette di unire, in perfetta sintesi, cura nei dettagli, massima qualità ed estensione nella gamma cromatica e dinamica.

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GFX100S è stato lo strumento ideale all’interno della straordinaria cornice architettonica e naturale della Reggia di Venaria, così ricca di scorci, prospettive e colori, che ad occhio nudo quasi possono sopraffare, oppure perdersi. Lavorare con bambini così piccoli è sempre un enorme privilegio che spinge a curare ogni minimo dettaglio, senza lasciare nulla al caso.

GFX100S mi ha permesso di lavorare in rapidità e leggerezza, consentendomi di rimanere concentrata sulla parte artistica ed emotiva del progetto, offrendomi l’opportunità di fissare emozioni, spazi, stati d’animo e bellezza in un unico sorprendente file.

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Nelle mie immagini prediligo la semplicità e la purezza, cerco di essere il più possibile minimalista, con pochissimi accessori, per non sovraccaricare l’immagine.  Trovo che l’essenzialità dello scatto fotografico porti ad un maggior impatto emotivo e quindi ad un genuino coinvolgimento dell’osservatore. In questo caso, alla Reggia di Venaria, dovevo riuscire a trovare la giusta sinergia tra l’incredibile contesto architettonico ed ambientale di una residenza reale, ricca di fascino e storia, riuscendo a fonderla ed integrarla con la bellezza e sensibilità di una donna in gravidanza o neo-mamma con il proprio piccolo. Nessun elemento doveva sovrastare l’altro, dovevano coesistere per esaltarsi reciprocamente.

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Le stampe delle immagini in mostra, presso le sale delle arti alla Reggia di Venaria, sono state realizzate con esposizione digitale e procedimento a sviluppo chimico TIPO RA4, su carta fotografica all’alogenuro d’argento FUJICOLOR Crystal Archive Professional Velvet Paper. Il tipo di superficie della carta Velvet valorizza ed esalta al meglio le caratteristiche stilistiche e tecniche di ogni immagine, assicurandone la durata nel tempo e nella memoria, attraverso una resa visiva eccellente.

Da subito questa carta professionale, totalmente priva di riflessi, si è rivelata ideale come supporto espositivo, per l’elegante finitura dall’incredibile effetto opaco e vellutato che esalta la sensualità materica delle immagini. L’accurata riproduzione dei colori, delle ombre e delle luci, accompagnata dallo spessore della carta professionale la rendono adatta a coloro che ricercano l’effetto delle stampe Fine Art.

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A completare il processo creativo ed espositivo, le fotografie a sviluppo istantaneo instax. Grazie alla fotocamera istantanea ibrida instax mini LiPlay, ho avuto l’opportunità di registrare piccole “istantanee parlanti”, raccontando in 10 secondi di audio alcune emozioni vissute dalle mamme all’interno della splendida cornice della Residenza Sabauda. Le fotografie istantanee WIDE presenti in mostra, sono state invece realizzate con l’ausilio della nuova stampante a sviluppo istantaneo instax Link WIDE. Durante la sessione di scatto con GFX100S, ho avuto l’occasione di stampare contestualmente alcune immagini istantanee, agevolando così la fase finale di selezione ed editing. Questo supporto fisico mi ha permesso quindi di ampliare maggiormente la visione complessiva, offrendo un respiro ancora più ampio al mio racconto fotografico.”

Elena Givone