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16.05.2019 Elena Givone

Elena Givone: Profumo di vita #neldirittodelbambino

Elena Givone

Elena Givone, classe 1979, vive tra l’Italia e Sri Lanka, dove  sta realizzando il suo sogno di aprire una scuola di fotografia. Nel 2006 si diploma allo IED di Torino e subito vince il premio “Attenzione nuovo talento fotografico FNAC” con il progetto Pazi-Mine Sarajevo 2006, in cui ritrae i  ragazzi nati alla fine della guerra della ex Jugoslavia.  Nel 2008 vola in Brasile dove, nella favelas di Florianopolis, inizia il progetto Flyng Away   che  porterà avanti anche in due carceri minorili di Salvador de Bahia: servendosi di un “magico” tappeto giallo, chiede ai bambini di chiudere gli occhi e volare con le ali della fantasia in un luogo felice. Da allora, spesso grazie al sostegno di varie organizzazioni no-profit, ha realizzato numerosi progetti fotografici in varie parti del mondo. I suoi lavori sono stati esposti in  musei prestigiosi (come il Fotomuseum di Winterthur in Svizzera) e fanno parte di collezioni di alto livello,  come quella di Donata Pizzi esposta in Triennale nella mostra L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2015", a cura di Raffaella Perna, Milano, 2016. Collabora con riviste nazionali ed internazionali. E’ rappresentata dall’Agenzia Contrasto e ha di recente pubblicato il libro Dreams from my Magic Lamp (vincitore del photobook 2015 emuse) dove raccoglie più di cento sogni presso la scuola di fotografia one world foundation, a Ahungalla, nell’isola di Sri Lanka.

FUJIFILM GFX 50S PER CATTURARE L’ARTE DELLA LEGGEREZZA

Anche quest’anno per rappresentare l’arte della leggerezza, l’X-Photographer Elena Givone ha scelto di utilizzare GFX 50S.

Giunto alla sua seconda edizione, il progetto “Profumo di Vita #neldirittodelbambino”, vede coinvolti i neonati come rappresentazione dell’essenza e della poesia della vita, che va protetta, rispettata, amata.

Questo è l’obiettivo del progetto fotografico realizzato da Elena Givone, che dà vita ad una mostra ed un’installazione multisensoriale, curata da Roberta Di Chiara, che vede protagoniste le immagini ed un cortometraggio, da un racconto di Katia Ferraguzzi, con la regia di Elena Ruzza e Matteo Cantamessa, presentato al Torino Film Festival 2018.

Le immagini realizzate presso l’ospedale di Ciriè (in provincia di Torino), vedono come protagonisti neonati provenienti da diverse aree geografiche e culturali, nell’intento di cogliere l’essenza della vita: la fragilità di un infante, le mani dei genitori che lo hanno messo al mondo e lo proteggeranno aiutandolo a crescere lungo il proprio cammino.

“L’infanzia è il suolo sul quale andremo a camminare per tutta la vita.” 

Lya Luft

Samuel ©Elena Givone

“Per questo progetto ho scelto sin dall’inizio di lavorare con il medio formato Fujifilm GFX 50S poiché è una “grande mirrorless” che riesce a trasmettere leggerezza ed estrema precisione, caratteristiche che si fondono perfettamente con gli intenti progettuali.

Utilizzando GFX 50S ho riscoperto la portabilità di un sistema mirrorless e la resa eccelsa del medio formato. La qualità dei suoi obiettivi è indiscutibile. La resa superiore del sensore, la sfocatura poetica e la meravigliosa gamma dinamica, vengono messi in risalto al meglio attraverso la produzione di stampe di grandi dimensioni, esaltando con assoluta soddisfazione le caratteristiche delle migliori carte fine-art in commercio.

da un’idea di [email protected] , progetto artistico sociale per parlare del fenomeno sommerso della violenza assistita. Fotografie di Elena Givone realizzate all’ospedale di Ciriè, Torino, con neonati di 2 giorni, con GFX50S
Allegra ©Elena Givone

Lavorare con le fotocamere Fujifilm mi ha consentito di ottenere sempre i risultati attesi; quando ho iniziato ad utilizzare assieme al corpo GFX 50S, le ottiche GF32-64mmGF63mm, ho scoperto un mondo di dettagli e colori inaspettati.

La morbidezza pittorica dell’effetto bokeh è perfetta per la fotografia newborn: i dettagli dei “piccoli modelli” appena nati sono quasi impensabili. Si ha l’opportunità di apprezzare finezze che non erano visibili a prima vista e ad occhio nudo.

Alessandro ©Elena Givone

Questo progetto ha richiesto l’allestimento di un piccolo studio fotografico in ospedale, creato appositamente per accogliere creature di poche ore di vita.

Fotografare a una temperatura costante di 28 gradi, in un ambiente contenuto, in un luogo dove la routine non contempla certe dinamiche, creare una connessione forte ed autentica con i genitori, vivere emozioni sempre diverse ed irripetibili, questo è un privilegio che si rinnova ad ogni occasione.

Sabrina ©Elena Givone

Realizzare immagini newborn di livello presuppone la pianificazione di molteplici dinamiche, la sicurezza del bambino è la prima e certamente la più importante.

Il dialogo sincero con i genitori è fondamentale, specialmente quando sono ancora in ospedale è necessario da subito trasmettere professionalità e competenza.

Specializzarsi in “fotografia newborn” prima di affrontare consapevolmente la sessione, presuppone ulteriore studio ed impegno rispetto ad una solida competenza fotografica, che deve essere sfondo e solida base di qualunque crescita successiva.

Roel ©Elena Givone

L’incanto dei momenti vissuti durante lo shooting non si esaurisce con il tempo: c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare!

Durante questo progetto le sfide non sono mancate: alcuni giorni si gestiscono sino a 7  bambini di appena 24/48 ore, vi assicuro che è moltissimo!

Matteo ©Elena Givone

A volte i genitori, inquieti e stressati nelle ore successive alla nascita, necessitano di essere messi a proprio agio ed è fondamentale instaurare un’atmosfera di serenità, controllare tutti i dettagli prima di iniziare.

Dopo la spiegazione della posa ai genitori, si crea un contesto confortevole indicato a favorire il sonno profondo del neonato. La temperatura controllata, l’utilizzo di rumori bianchi a frequenza costante che simulino il respiro od il battito del cuore, ricreano la sensazione vissuta all’interno del grembo materno. 

Martina ©Elena Givone

Un apposito pouf realizzato per questo genere di fotografia, favorisce la libertà di movimento necessaria per trovare l’inquadratura prescelta. L’utilizzo della fotocamera è a mano libera, scegliendo l’angolazione migliore per realizzare la posa progettata in anticipo.

Leonardo ©Elena Givone

GFX 50S offre l’opportunità di utilizzare lo schermo touch ed inclinabile, decisamente d’aiuto in molte pose, permettendo di controllare esattamente il punto di vista e la corretta messa a fuoco. Tali caratteristiche agevolano il workflow, creando una connessione speciale che mi offre la medesima manovrabilità di una mirrorless APS-C, con la qualità superiore di un medio formato.”

Elena Givone

Giorgia ©Elena Givone

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